martedì 2 dicembre 2008

ARTI MARZIALI, DIFESA PERSONALE E REALISMO

pubblico qui alcune parti di un articolo di Luca Bonisoli, secondo me molto significative... l'articolo originale lo trovate qui: http://lucabonisoli.blogspot.com/2008/10/arti-marziali-difesa-personale-e.html

"Esistono moltissime arti marziali e moltissime persone che le praticano per i motivi più svariati, ma quasi tutti -chi più chi meno- lo fanno anche per imparare a "difendersi".
In diciannove anni di pratica marziale ho avuto modo di interrogarmi più volte su cosa vuol dire "difendersi", ed ho scoperto che è un concetto molto meno scontato di quanto può sembrare a prima vista.
Di solito "difendersi" viene inteso come "difendersi da un'aggressione da strada", e questo presuppone un combattimento.
Ma attenzione: non stiamo parlando di un incontro sportivo in cui i contendenti sono animati da semplice agonismo, riparati da protezioni, tutelati dal regolamento di gara e sorvegliati da un arbitro!
Un'aggressione da strada è qualcosa di più brutto, cattivo, sleale e (ovviamente) pericoloso.
Questo dipende da alcune dinamiche molto particolari che caratterizzano la maggior parte delle aggressioni, e che derivano da un concetto quasi banale: l'aggressore vuole fare del male alla vittima per ottenere un qualche beneficio, ma senza farsi male a sua volta.
Dobbiamo considerare allora che:

1 - Chi subisce un'aggressione è stato "scelto" dall'aggressore. Evidentemente negli occhi dell'aggressore la potenziale vittima è abbastanza debole per permettere una facile vittoria.

2 - L'aggressore cercherà di terminare lo scontro con un solo colpo o comunque nel minor tempo possibile, sfruttando tutti gli elementi a suo favore (sorpresa, armi, intimidazione, colpi sleali, ecc...). Non è corretto, e in molti casi nemmeno sensato, paragonare un'aggressione ad un combattimento sportivo.

3 - In un'aggressione da strada non esistono colpi proibiti, e con ogni probabilità l'aggressore non si farà scrupolo di usare tutti i trucchi di cui dispone pur di raggiungere il suo scopo.

Molte arti marziali (soprattutto quelle tradizionali giapponesi) non insegnano questi principi, limitandosi ad insegnare delle tecniche ("se l'avversario attacca in questo modo, rispondi in quest'altro modo"), per di più nobilitate da un'etichetta quasi cavalleresca. Questo avviene perchè in realtà quelle arti marziali non sono state codificate con lo scopo di ottenere la massima efficacia in combattimento, ma per permettere ai praticanti di compiere un cammino di crescita personale.

E qui possono nascere dei pericolosi equivoci.

Un grado elevato in un'arte marziale non significa necessariamente una buona probabilità di cavarsela in un'aggressione, ma può dare un falso senso di sicurezza, che è molto pericoloso per il praticante.
Anch'io nutrivo questo falso senso di sicurezza quando ho iniziato a praticare Wing Tzun, poi mi sono dovuto scontrare con le prime "prove" di combattimento libero senza limitazioni di colpi, dove sono stato sconfitto più volte da avversari con molti meno anni di pratica rispetto a me.

E ho iniziato a imparare alcune lezioni importantissime, che riguardano il combattimento reale:

1 - In un combattimento non si può evitare di farsi male e di fare male all'avversario (a meno che non ci sia un'enorme differenza di abilità). Se un marzialista pensa di riuscire a controllare l'avversario senza fargli del male, o è Capitan America, o è uno sciocco.

2 - Un combattimento può avere gravi conseguenze legali, psicologiche e sanitarie, anche se si vince. Prendere parte a una rissa o rispondere a un attacco in modo sproporzionato sono reati. Inoltre, in un combattimento senza regole contro un aggressore sconosciuto il livello di incertezza è altissimo e può succedere di tutto. Causare lesioni permanenti a un'altra persona può comportare gravi conseguenze a livello psicologico. Non solo: un naso rotto, una ferita o un morso sono eventi piuttosto comuni ed espongono al contatto con la saliva o il sangue dell'aggressore, che può essere anche malato.

3 - Se devo combattere contro più aggressori, oppure se l'aggressore ha un'arma (bastone, coltello, bottiglia...) e io no, le mie possibilità di uscirne ragionevolmente incolume sono prossime allo zero. Per esperienza personale posso dire che praticamente tutte le tecniche di disarmo che ho praticato in passato sono completamente inefficaci se l'aggressore ha un minimo di esperienza nell'uso dell'arma (e verosimilente ce l'ha).
I coltelli, in particolare, sono semplicemente letali perchè essendo leggeri permettono movimenti molto veloci, inoltre allungano il raggio d'azione dei colpi quel tanto che basta per mandare fuori distanza un avversario disarmato, e soprattutto tagliano.
Per tutti questi motivi un combattimento da strada fa paura, quindi è sempre meglio evitarlo. Concetti come la difesa dell'onore o la dimostrazione della propria forza sono sciocchi ed autolesionisti. Per come la vedo io, se parliamo in termini di aggressioni da strada, un combattimento evitato è un combattimento vinto.
Se comunque dovesse capitare un combattimento, è bene ricordarsi alcuni principi:

1 - Colpire rapidamente, forte e nei punti vulnerabili. Se la vittima sente che la sua incolumità è in serio pericolo, non può permettersi il lusso di essere delicata o "corretta" nei confronti dell'aggressore.

2 - Non concedere mai tregua all'avversario. Non permettere che si riprenda e si riorganizzi se per caso è stato colpito. Una volta che il primo colpo è arrivato a bersaglio, facilmente arrivano anche tutti i successivi. E' importante sfruttare ogni minimo vantaggio, senza sprecarlo inutilmente.

3 - Cercare sempre di concludere il combattimento nel minor tempo possibile. L'aggressore probabilmente è più forte della vittima o, peggio ancora, potrebbe essere ubriaco o drogato. Più aumenta la durata del combattimento, più aumenta la probabilità di soccombere.

4 - Evitare a tutti i costi di finire a terra. Le arti marziali specializzate nella lotta a terra usano ginocchiere imbottite o combattono su materassini, mentre lottare senza protezioni sull'asfalto equivale quasi a un suicidio.

Riassumendo questo lungo post: la lezione che ho avuto modo di imparare è che fare davvero a botte fa male, ed è molto meno divertente di quanto possa sembrare in palestra o su un ring, e per questo va evitato finchè possibile.
Concludo allora con uno dei grandi paradossi delle arti marziali, che ho iniziato a capire e a interiorizzare solo dopo aver sperimentato (fortunatamente in modo molto lieve) anche i lati più brutti del combattimento libero.

Le arti marziali si imparano per non doverle usare.

Personalmente sono dell'idea che l'allenamento serva soprattutto per saper riconoscere le situazioni critiche prima che sfocino in un combattimento, per permettere di gestire quelle situazioni senza farsi prendere dal panico e, in ultima analisi, per evitare di combattere."
(Luca Bonisoli)

martedì 18 novembre 2008

sabato 15 novembre 2008

il tuo nome in giapponese

...chi volesse farlo ricamare sulla cintura può provare a cliccare qui:


Giappone Mania: il tuo nome in giapponese

sabato 8 novembre 2008

autodifesa per la donna 2: presa al collo frontale

Un amico conosciuto sull'ottimo forum di arti marziali www.forumartimarziali.com/forum mi ha fatto notare che:
"Il primo video (sulla difesa per la donna n.d.r.) è piuttosto discutibile per quella che è la mia esprienza.
La premessa è in parte non del tutto veritiera. Il fatto che sia facilmente applicabile da persone di stazza esile anche contro bestioni è un po' un mito delle arti marziali e andrebbe ridimensionato.
Nel video che il tizio sia collaborante è fuori dubbio, apre la stretta al braccio altrimenti la ragazza con la sola torsione del corpo non ci riuscirebbe. Andrebbe al limite "ammorbidita" anche se ritengo che la cosa migliore da fare sia altra.(rangio)"

in effetti, l'amico rangio potrebbe aver ragione, anche se invito a provare comunque la tecnica in palestra, cercando, se impersoniamo il ruolo di aggressore, di non essere troppo "collaboranti" per verificare l'effettiva efficacia...

Propongo qui, un'altra tecnica, forse un po' più abbordabile e realistica (ma attendo vostri commenti in merito), su come liberarsi e reagire ad una presa al collo frontale...


domenica 2 novembre 2008

Autodifesa per la donna: presa al collo da dietro

Questa è una tecnica di difesa personale molto semplice ed efficace anche per chi non è pratico di arti marziali.
Notate come venga effettuata con agilità ed efficacia anche da signore/signorine di esile struttura fisica

venerdì 31 ottobre 2008

Alex Biamonti - tutorial kumite

Capite il francese?
Non ha molta importanza... godetevi questa splendida lezione di kumite dello splendido ex nazionale francese Alex Biamonti

giovedì 30 ottobre 2008

difesa personale 1

ecco un video (un po' datato, ma comunque efficace) in cui il maestro Shihan Bobby Lowe (8° dan)illustra alcune tecniche contro vari tipi di presa..

mercoledì 29 ottobre 2008

incredibile KO

un incredibile KO inflitto al povero finlandese dal nostro Ciro Massa ai mondiali del 2006... Il calcio è stupendo per velocità, tecnica e precisione, di controllo però non ce n'era moltissimo... non capisco se il finlandese è svenuto per il calcio o per la craniata sul tatami...

qui un piccolo pout-pourri in cui mi sono divertito a mixare qualche tecnica presa da alcune MIE gare e dimostrazioni di karate:



Hana Wa Sakura Gi, Hito Wa Bushi

I MIGLIORI VIDEO DI ARTI MARZIALI/KARATE/DIFESA PERSONALE

Ciao,
Sono Stefano, sono un grande appassionato di arti marziali, pratico il karate da circa 18 anni, sono cintura nera 3° dan con qualifica tecnica di "aspirante allenatore".
Mi piacerebbe raccogliere in questo blog tutto il materiale (video e non solo) che può interessare tutti gli appassionati come me...
per cui... se avete (o trovate) dei video, tipo:lezioni di kumite, gare di kumite (vostre o altrui), tecniche di difesa personale, kata, arti marziali in generale,
postateli qui!

Hana wa sakura gi hito wa bushi - il fiore (migliore) il ciliegio, l’uomo (migliore) il samurai
 
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